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Route M.a.s.c.i. 2017 Val Codera

SULLA STRADA CON IL CORAGGIO NEL CUORE

Comunità M.A.S.C.I. Bovolone n. 680

SIAM PARTITI DI MARTEDI’ DOVE LE AQUILE OSAVANO UN DI’ IL SENTIERO IRTO SALIVA FIN LA SU IL TUO ZAINO GRANDE PESAVA IL SUDORE LENTO SCENDEVA LA STRADA PIETRA SU PIETRA FIN LA SU GUARDA CHE CIELO GUARDA CHE SOLE QUESTA NATURA E’ TUTTA PER TE”

Bastano queste parole in versi, scritte dal Magister Piero, per riassumere la nostra prima giornata di route. Una route pensata e desiderata da Antonio e condivisa dal gruppo. Questa nostra prima esperienza, come gruppo MASCI, doveva portare in se un messaggio forte. Ecco perché abbiamo scelto di percorrere la Val Codera dove anni fa le “Aquile Randagie” avevano coraggiosamente sfidato l’ambiente naturale (della Val Codera) e l’ ambiente socio-familiare (il fascismo) per poter continuare il loro progetto educativo con i giovani che avevano bisogno di essere aiutati a mantenere un’idea di personalità, di libertàdi autonomia e di fraternità per essere pronti a fare scelte libere e coraggiose nella loro vita futura. Ci siamo messi in cammino per riflettere su coraggio e responsabilità e per soddisfare i nostri “ bisogni” che avevamo scritto sul nostro quaderno di caccia. Abbiamo potuto “assaporare” il silenzio, i pezzi di strada senza parole e la reale presenzadi un amore che ci ama sempre. Al mattino una semplice ma abbondante colazione nutriva il nostro corpo, la condivisione dei nostri sentimenti nutriva il nostro cuore, mentre lodi, Vangelo, canti e riflessioni nutrivano il nostro spirito. Naturalmente era anche nostro desiderio incontrare, su questi sentieri, giovani scout e i custodi delle basi scout “la Centralina” e “la Casera”. Così è stato; abbiamo ascoltato con interesse e attenzione le esperienze da loro vissute e abbiamo capito quanto forte fosse l’ attaccamento a questi luoghi per gli scout lombardi e non solo. Inaspettato, quanto gradito, l’incontro a sera con Carlo Valentini storico capo gruppo del BUSTO 1. Fece la sua promessa da lupetto nel 1949 a dieci anni. Entrò per la prima volta in Val Codera nel ’65 e da allora il suo impegno, in Codera, è stato ed è grande anche se, ammette, il suo primo amore rimane Colico. Colico uno dei “luoghi educanti” del mondo scout che abbiamo visitato al rientro dalla nostra route. Abbiamo percorso tutta la Valle, abbiamo raggiunto le nostre mete, abbiamo condiviso la fatica, il cammino e la preghiera. Una preghiera che ci ha accompagnati dal mattino alla sera, dalle lodi al rosario recitato insieme o in solitudine, alla meditazione provando la viva sensazione di essere un tutt’uno con la natura che ci circondava sempre presente con il canto del torrente e le meravigliose vette. Abbiamo condiviso il cibo e il giaciglio dove riposare, momenti in cui era bello condividere la nostra esperienza appena vissuta. Facendo nostre alcune riflessioni di Kelly (uno delle Aquile Randagie) possiamo dichiarare che dopo questa route, con coraggio, noi continueremo a fare del nostro meglio, continueremo a cercare nella natura la voce del Creatore, nella preghiera il nutrimento del nostro spirito e nell’ amicizia il nostro tesoro.

Maria Alessandra RossiniVedi Foto Route

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Ulisse V.d.b 2017

In viaggio con Ulisse

“La sposa di Menelao è stata rapita da Paride. Andiamo a combattere i troiani e a liberare Elena. O uomini di Itaca…è il vostro Re Ulisse che vi chiama! Salpiamo or dunque per quest’impresa e che gli Dei siano con noi!”

Ma chi avrebbe mai pensato, che dopo la vittoria, avrei dovuto affrontare un lunghissimo e avventuroso viaggio per tornare a casa. Ho attirato su di me l’ira di Poseidone a causa dei miei continui tranelli. Insieme al mio povero equipaggio, sbattuti qua e là dalle continue tempeste, abbiamo esplorato le terre più strane, popolate da personaggi straordinari….“ Venti pazzi e contrari ci hanno portato sulle coste di questa piccola isola… Venite, andiamo ad esplorare questa terra! Voi invece restate di guardia alla nave…. Portiamo in dono un otre di vino: il mio cuore sente che troveremo un uomo ignaro di leggi e di giustizia…”. Sono sempre stato guidato dalla mia immancabile curiosità… spesso è stata lei la causa dei miei numerosi guai! Lei mi ha spinto ad entrare nella grotta del ciclope Polifemo… col cuore in gola lo sentivamo avvicinarsi, i suoi passi facevano tremare le pareti… “Nessuno mi ha colpito!” urlava dopo esser stato accecato da me e alcuni valorosi compagni. I fratelli accorsi da lontano per le grida, ridendo gli dicevano “…se nessuno ti ha fatto del male, nemmeno noi possiamo aiutarti.” E poi l’incontro con Eolo, la maga Circe, le ammalianti Sirene e Calipso… Un giorno siamo approdati in un paese molto ospitale e per ringraziarli li abbiamo chiamati a festa. Tra i presenti in piazza, molti avevano già udito delle mie imprese e con i bambini curiosi accorsi al suono degli strumenti, abbiamo cantato, giocato e danzato…”Ulisse, Ulisse, Ulisse…salvaci tu, salvaci tu. Il mare è agitato e tanto tanto blu.. Polifemo ci vuol mangiare…” E prima di riprendere la rotta abbiamo anche pregato insieme, ad una sola voce. Alla sera, pensando a Penelope, tessevamo anche noi una tela colorata di giallo, nero e rosso. Tre colori per parlare con Gesù… e dirgli “ti voglio bene”, “scusa”, “grazie.” Sono stato proprio fortunato, ho viaggiato con un equipaggio capace di condividere l’amore verso gli altri, il bene comune e la solidarietà, l’accoglienza.

Quanti giochi per accrescere la fiducia in sé stessi, il coraggio e l’ottimismo, rispettando gli altri. Non capita tutti i giorni di vivere relazioni creative con le cose, valorizzando solo quello che si ha disponibile in quel momento, scoprire la gioia del saper fare, accettare la fatica e il fallimento, la pazienza.

Anche san Paolo, in viaggio nello stesso periodo, inviava ogni giorno una lettera per ricordare che scegliere di seguire Gesù è sempre la decisione migliore. Con lui la vita non è per nulla triste. Anzi, imparare ad aver fiducia in lui, in ogni situazione, ci porta a vivere avventure entusiasmanti. Gesù ha una missione speciale per tutti quelli che lo amano e, perché tutti la possano portare a termine, dà a ognuno talenti e doni spirituali unici. E allora, se è vero che non sono gli uomini che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno gli uomini, siano per tutti voi d’incoraggiamento e sprono le parole di un canto che alla sera, sotto le stelle, intonavamo sognando Itaca:

Mille ostacoli mi fermano in un mondo che non sa cos’è, la verità. E la luce che dal cielo può orientarmi a decidere, lo so che c’è Dentro quello sguardo scorgo la Tua luce che m’impegnerà, ad andare avanti. E anche se il mio passo è debole io riuscirò ad arrivare lì dove tu vuoi… E poi su, un passo verso il cielo e verso Te. Che sei cammino, meta e verità, questa mia vita, non finirà.

Ulisse

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